RS bozen obstmarkt
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Storia di Bolzano

Bolzano (Bozen) è il capoluogo dell’Alto Adige, cioè della Provincia Autonoma di Bolzano.

Già al tempo dei Romani, la conca di Bolzano si trovava lungo la Via Claudia Augusta, che collegava l’Italia settentrionale con la Germania meridionale e conduceva da Trento, passando per Bolzano, verso la Val Venosta. Anche i pellegrini si fermavano qui, lungo la via per Roma. Anticamente, la zona era paludosa e inabitabile, ma sulla collina del Virgolo si trovava già allora un castello di nome Bozen; uno dopo l’altro, risiedettero qui signori bavaresi, Reti e Longobardi.

La storia della città stessa, tuttavia, risale alla costruzione di Via dei Portici, intorno al 1170, ad opera dei principi vescovi di Trento, che vollero creare e controllare un centro di commercio nella conca di Bolzano. Poco tempo dopo, la città fu oggetto di contesa coi Conti di Tirolo e, sotto Mainardo II, alcune sue parti vennero abbattute. Dal Medioevo in poi, Bolzano ha continuamente affermato la sua posizione di importante centro commerciale tra Nord e Sud: divenne quindi centro di fiere, punto di incontro tra artigiani e commercianti provenienti da tutta Europa. Di questa lunga storia, ci racconta oggi il Museo Mercantile nel centro storico.

L’importanza internazionale di Bolzano iniziò a declinare dal XVIII secolo: il Magistrato Mercantile istituito da Claudia de’ Medici venne sostituito dalla Camera di Commercio e la città - dopo una breve era di rinnovamento - sprofondò presto nella tragedia della Prima Guerra Mondiale. Nel 1919, dopo la cessione all’Italia con il Trattato di Saint Germain, ebbe inizio l’ “italianizzazione” da parte del regime fascista. L’area urbana di Bolzano fu allargata in modo significante.

La città divenne quindi, nel 1964, la sede della rinnovata Diocesi di Bolzano-Bressanone e nel 1972 capoluogo della Provincia; dal 1997 - con la fondazione della Libera Università di Bolzano, è anche città universitaria. Ogni anno, la città è visitata da migliaia di turisti: la possibilità di vedere il famoso “Uomo del Similaun” Ötzi, esposto presso il Museo Archeologico, e la vista sui “Monti Pallidi” patrimonio mondiale UNESCO, hanno accresciuto enormemente, negli anni, il flusso dei visitatori. Uno dei motivi è anche la gastronomia, punto di incontro tra influssi nordici e mediterranei.

La città è oggi composta da cinque quartieri, offre due funivie, una stazione ferroviaria con collegamenti diretti con Innsbruck, Vienna, Monaco, Milano e Roma, e ha circa 107.000 abitanti appartenenti ai tre gruppi linguistici ufficiali: tedesco, italiano e ladino, che chiamano la città rispettivamente Bozen, Bolzano e Bulsan.

Nell’estate 2020, l’accesso potrebbe ancora essere soggetto a determinate limitazioni.

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